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#78 | Bologna | 18 novembre 2025
Care lettrici, cari lettori, le discussioni sul genere attraversano oggi molti spazi del quotidiano: nelle conversazioni pubbliche, nei rapporti fra le persone, nei linguaggi che via via si stanno ridefinendo. Le categorie con cui abbiamo interpretato il mondo per decenni sono messe in discussione mentre nuove voci reclamano spazio: comprendere le dinamiche di genere diventa così uno strumento fondamentale per leggere la realtà.
Tra i pensatori e le pensatrici che hanno scritto di questioni di genere nella prospettiva del diritto un posto speciale è quello di Martha C. Nussbaum. Filosofa e giurista statunitense, tra le voci più influenti nello studio delle disuguaglianze e dei diritti, Nussbaum coniuga analisi filosofica e attenzione alle condizioni concrete delle persone. Nel suo Diventare persone, che continuiamo a ripubblicare dal 2001, analizza le condizioni di svantaggio delle donne nella società contemporanea e individua i principi costituzionali fondamentali che ogni governo dovrebbe rispettare — e far rispettare — per superare le disparità.
Oggi molte analisi guardano alla maschilità: per decenni le scienze sociali hanno studiato l’impatto del patriarcato sulle donne, mentre oggi ci si interroga sempre più spesso sulle conseguenze che ha avuto sugli uomini. In Uomini duri (vincitore del premio Gherardo Amadei nel 2021), la psicologa sociale Maria Giuseppina Pacilli esplora i danni che i canoni della mascolinità tradizionale infliggono agli uomini stessi, mostrando come gli stereotipi di forza, dominio e invulnerabilità limitino anche chi ne è portatore.
Un altro percorso ci porta alle origini del concetto di genere. Nel suo ultimo libro I generi e la storia, uscito nella serie Faustiana, la filosofa e storica della cultura antica Giulia Sissa ricostruisce l’evoluzione del genere a partire dagli studi del medico americano John Money della seconda metà degli anni sessanta. In questo saggio appassionato Sissa racconta come attitudini, ruoli e identità — ma anche disuguaglianze e discriminazioni — continuino a trasformarsi nel tempo. Oggi ci troviamo di fronte a un paradosso: da un lato assistiamo a una crescente diffusione di pratiche di degendering — dai generi multipli ai pronomi e spazi neutri, fino alle denominazioni inclusive — dall’altro, il binarismo di genere continua a essere il fondamento delle categorie giuridiche e sociali attraverso cui pensiamo l’emancipazione. Oltre il gender, della sociologa statunitense Judith Lorber, analizza proprio le implicazioni di questo ossimoro, invitandoci a immaginare prospettive nuove, capaci di sciogliere i nodi ancora irrisolti della nostra modernità.
La diffusione della violenza di genere rende sempre più urgente una comprensione delle dinamiche di potere sottese a fenomeni estremi come violenza domestica, stalking e femminicidi. In Niente scuse la sociologa Rossella Ghigi analizza la situazione attuale partendo dai dati e mostra le dinamiche di potere e le disuguaglianze sociali che alimentano i contesti in cui la violenza contro le donne può prosperare. Indica inoltre le vie della prevenzione, dall’educazione di genere alle politiche di welfare, e sottolinea le responsabilità di ciascuno anche attraverso le parole con cui si nomina la violenza.
Si sa: cambiare paradigma significa anche cambiare le parole che usiamo, le storie che raccontiamo, i simboli con cui costruiamo la nostra identità. L’amicizia maschile è sempre stata al centro dell’immaginario collettivo — fin dai primi eroi epici come Gilgamesh ed Enkidu, Patroclo e Achille — mentre le donne sono state spesso raccontate come rivali in costante competizione reciproca. Amiche è un esperimento che disinnesca questo stereotipo: nove autrici hanno scritto insieme un libro che racconta la storia culturale dell’Italia del Novecento attraverso la lente di undici storie di amicizia e sorellanza tra donne. Dalle prime battaglie femministe alle voci che hanno scosso la cultura e la politica, dal mondo dell’arte alla letteratura, dallo spettacolo all’editoria.
Per approfondire la tematica della violenza di genere abbiamo fatto una chiacchierata con Rossella Ghigi in casa editrice: i video sono disponibili sul nostro canale YouTube.
Per una riflessione su cosa significa essere classe dirigente oggi, vi consigliamo l’incontro online a partire dall’ultimo numero della rivista il Mulino. Giovedì 20 novembre alle 18 con: Margherita Ramajoli, co-curatrice del fascicolo, Diva Moriani (Kme-Dynamo Camp) e Gloria Zavatta (Fondazione Cesvi Ets). Iscrizioni a questo link.
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Da questo bisogno nasce il percorso di lettura di oggi: attingendo sia alle uscite più recenti che a testi ormai classici del nostro catalogo osserveremo come i movimenti femministi, le lotte per i diritti e le sfide legate all’identità continuano a essere motori di una trasformazione sociale inarrestabile.







