Il governo Meloni ha varato il documento programmatico di finanza pubblica
La rivolta morale dello scorso 4 ottobre si intreccia con la preoccupazione di dove stiamo andando a finire.
Perché nel frastuono della guerra e della propaganda il governo Meloni ha varato il documento programmatico di finanza pubblica, propedeutico alla prossima manovra finanziaria. Che indica una prospettiva precisa: la guerra.
È lì che vorrebbero portarci. La manovra del governo segue le direttive del Patto di stabilità europeo, sempre valido per continuare a ridurre il welfare. Come se non fossero bastati dieci anni di macelleria sociale che hanno spalancato le porte a destra e al populismo.
L’austerità non si applica invece alle spese militari, che crescono come mai prima d’ora per assecondare il folle piano di riarmo europeo e le richieste della Nato di portare al 5 per cento le spese in rapporto al Pil.
Un’economia armata che punta a riconvertire le nostre industrie per la guerra, con tanti saluti alla crisi ecologica, al lavoro e alla salute pubblica. Perché sia chiaro, un’economia del genere contribuisce a mettere a ferro e fuoco la Casa comune, usa poco lavoro e danneggia la salute di tutti e tutte.
L’opinione completa di Giuseppe De Marzo sul nuovo numero de L’Espresso