Dalla Shoha al Genocidio: "Ci hanno insultato e picchiato"
Visibile a tutti su LinkedIn e altrove "Ci hanno trattato come animali”, racconta Paolo Romano, consigliere regionale lombardo del Pd.
È arrivato in Italia da poche ore, dopo essere stato espulso da Israele insieme ad altri 26 italiani, partiti con la Global Sumud Flotilla.
“Eravamo in acque internazionali, era nostro diritto essere lì”, spiega Romano, che racconta di aver passato ore di paura e umiliazione nelle mani dei militari israeliani.
Stando alla sua ricostruzione, mercoledì sera la Marina israeliana aveva circondato le imbarcazioni. “Alcune delle nostre barche sono state colpite con idranti, tutte prese d’assalto da uomini pesantemente armati e spinte verso la costa”, aggiunge.
Poi il racconto si fa più crudo: “Ci hanno fatto inginocchiare a faccia in giù. Se ci muovevamo, ci picchiavano. Ridevano di noi, ci insultavano”. Una violenza fisica e psicologica che, dice, aveva un obiettivo: costringerli ad ammettere di essere entrati illegalmente in Israele.
“Ma non era vero – ci tiene a sottolineare Romano – eravamo in acque internazionali”.
Per gli attivisti, lo sbarco al porto di Ashdod ha segnato l’inizio di una detenzione senza diritti: nessuna bottiglia d’acqua fresca, porte delle celle che si aprono nella notte con urla e armi puntate addosso. “Ci volevano terrorizzare”, è l'accusa del consigliere.